Pubblicato il 5 marzo 2010.
Credo che Forte Marghera debba diventare luogo strategico per la nuova città!
Chiedo con forza che l’apertura ed il riuso di Forte Marghera sia una delle prime priorità dell’agenda politica del SINDACO GIORGIO ORSONI.
Credo che Forte Marghera, come tratteggiato nel PROGETTO DI MAMBRO, possa divenire il cuore di un NUOVO PARCO DELLA GRONDA LAGUNARE. Sono fra i sottoscrittori del MANIFESTO IN DIFESA DI FORTE MARGHERA che riporto per vostra opportuna conoscenza di seguito.
MANIFESTO IN DIFESA DI FORTE MARGHERA e per la sua riprogettazione in forma partecipata
PREMESSO
a) che Forte Marghera, così come l’intero Campo Trincerato di Mestre, costituisce un bene pubblico di indiscutibile valore storico, paesaggistico e ambientale per il territorio, non solo comunale, di cui per troppo tempo la popolazione non ha potuto fruire, e dunque una opportunità unica ed eccezionale per migliorare la qualità della vita di un vasto pubblico di cittadini;
b) che tale riconoscimento è sancito da tutti gli strumenti urbanistici vigenti, dal PALAV (Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana) alla Variante al PRG (Piano Regolatore Generale) per la Terraferma, dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) al Piano Guida per il Parco di San Giuliano (approvato all’unanimità dall’Amministrazione Comunale il 19 gennaio 1996), nonché da una serie di vincoli di tutela ex D.Lgs. 42/2004, parte II, quali il D.M. 07.03.1980 e la declaratoria del 10.11.2002;
c) che l’area di Forte Marghera, parte integrante del Parco di San Giuliano, è posta sul bordo lagunare costituendo elemento strategico di connessione tra Venezia e la Terraferma, nonché elemento centrale sia del Campo Trincerato di Mestre che del sistema di aree verdi che secondo il PRG dovrebbe attorniare i centri di Mestre e Marghera (cosiddetto “Progetto Ambientale”);
d) che Forte Marghera è posto all’interno della conterminazione lagunare, fa parte dell’ecosistema lagunare tutelato con specifico decreto ai sensi del D.Lgs. 42/2004 parte III, è adiacente al Sito di Interesse Comunitario denominato “Laguna superiore di Venezia” costituisce il nodo centrale del “corridoio verde” previsto dal PTCP;
e) che su tale area in passato sono stati sviluppati numerosi studi e svolte attività di grande interesse, tra i quali si ricordano in particolare quelli di Marco Polo System GEIE, del 2007, che hanno dato luogo alla definizione di Linee guida, sia al Piano per il riuso e la valorizzazione del Campo Trincerato di Mestre, sia per una Progettazione sostenibile dell’area di Forte Marghera, rispetto al quale la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna ha recentemente (06.06.2008) espresso “un sostanziale assenso e apprezzamento”;
f) che è disponibile un importante contributi di studi, proposte e linee guida, prodotti dalle tante associazioni di volontariato che si sono occupate di Forte Marghera, compreso quello redatto da un raggruppamento di 14 associazioni del territorio (culturali, ambientaliste, pacifiste e di volontariato), e denominato Laboratorio di Progettazione Collettiva F.A.S.E. 1, che ha elaborato in un anno di lavoro (aprile 2007 – marzo 2008) con modalità partecipative il documento “Linee guida per Forte Marghera e per la sua progettazione partecipata”, proponendo di adottare tale modalità partecipativa nella definizione del futuro di Forte Marghera, già a partire dalla stesura del Bando per l’assegnazione in concessione d’uso pluriennale dell’area;
g) che il Comune di Venezia è in procinto di perfezionare le pratiche connesse all’acquisizione della proprietà di Forte Marghera, come di altri forti facenti parte del Campo Trincerato di Mestre, con un importante impegno per la collettività (9,5 milioni di Euro);
h) che lo stesso Comune di Venezia ha emesso alla fine del mese di giugno 2008 un “Avviso pubblico per la ricerca di soggetti interessati a concessioni d’uso a fronte dell’assunzione degli oneri di valorizzazione urbano – architettonica relativamente al compendio Ex Forte Marghera”, ipotizzando la possibilità di insediare “attività a valenza economica” tra le quali quelle fieristiche, di pubblico esercizio e ricettive, nonché la costituzione di un “gruppo di studio” presso la Direzione Interdipartimentale Patrimonio, al fine di “predisporre un bando di gara finalizzato all’individuazione di uno o più soggetti a cui concedere un uso la totalità o parte del compendio dell’Ex Forte Marghera a fronte del suo integrale recupero urbano – architettonico”.
Tutto ciò premesso le sottoscritte associazioni, attive in ambito locale, e i sottoscritti cittadini, fruitori attuali e potenziali dell’area pubblica di Forte Marghera
CHIEDONO
1) che vengano rispettate le disposizioni presenti negli strumenti urbanistici e di tutela vigenti, senza eccezioni o varianti “in corso d’opera”, ed in particolare venga mantenuta la destinazione pubblica e garantita la fruibilità dell’intero bene costituito da Forte Marghera, evitando di promuovere una gestione del bene dove possano prevalere logiche di privatizzazione e quindi di alienazione collettiva del forte;
2) che vengano pienamente riconosciuti e tutelati i valori storici, paesaggistici, ambientali e sociali insiti in Forte Marghera, con tutte le sue enormi potenzialità, in termini di pubblica utilità, derivanti dalla posizione strategica, dalla vastità ed eterogeneità degli spazi e degli edifici presenti, dal suo grande pregio naturalistico-ambientale e storico-culturale;
3) che per giungere alla definizione delle scelte sull’utilizzo e sul futuro dell’area vengano adottate modalità riconducibili alla progettazione partecipata, non solo per la selezione e successiva definizione “di dettaglio” del progetto, ma già a partire dalla definizione stessa del bando di gara, coinvolgendo con gli strumenti adeguati la cittadinanza stessa ed i portatori di interessi – sociali, culturali, di categoria ed economici – che vi volessero partecipare, secondo un processo di progettazione aperto, già ampiamente sperimentato in altri analoghi contesti, non solo nazionali;
4) che vengano valutate opportunità alternative a quella, prevista dall’avviso pubblico, della concessione quarantennale di Forte Marghera a privati investitori;
5) che venga garantita la sostenibilità ambientale degli interventi previsti, relativamente ad accessibilità, restauro conservativo, valorizzazione, infrastrutturazione, destinazioni d’uso dell’edificato;
6) che sia attentamente valutato il rischio dell’inquinamento dei terreni e dei canali (rischio concreto, per la specificità dell’utilizzo dell’area nel recente passato e, più in generale per la contiguità con aree industriali e di colmata), e che i conseguenti e probabili costi di bonifica possano giustificarsi ed essere posti a carico della collettività locale solo nell’ottica di un utilizzo pubblico;
E CHE QUINDI
venga rispettato il Piano Guida del Parco di San Giuliano (approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 19 gennaio 1996), ed in particolare il punto in cui si dice che “poiché la sua attuazione richiederà tempi lunghi, duranti i quali potrebbero succedersi diverse amministrazioni cittadine, una chiara visione del suo futuro dovrà essere condivisa da tutti i membri della comunità: per essere usufruito ed avere successo, il parco necessiterà, infatti, di riflettere appieno le aspirazioni dei suoi utenti. In altri termini, esso sarà espressione di una progettazione dal basso, partecipata e condivisa dal pubblico, non il frutto della convinzione di pochi individui”, e che perciò si avvii fin da subito, avvalendosi anche della collaborazione degli istituti universitari e di ricerca presenti e operanti nell’ambito cittadino, un processo di progettazione partecipata in grado di coinvolgere la più ampia fascia possibile della popolazione interessata al futuro del Forte.